La busta arancione

Tutti sanno in che periodo incerto ci troviamo. Lavoro, problemi di integrazione, clima di paura, economia che non si può controllare e che, dal 2008 (almeno), ha preso la mano ai governanti arricchendo, di fatto, i soliti noti e non solo loro.

Questa premessa, per dire e affermare quanto sia assurdo spendere dei soldi per “la busta arancione”. Potremmo finire qui questo articolo… ma completiamo il pensiero affermando che gli unici soggetti che potranno (potrebbero) trarre realmente vantaggio dall’iniziativa, sono coloro i quali hanno abbastanza vicino il traguardo pensionistico. Pensiamo a chi ha già 55/60 anni. Ma confermiamo l’assurdità di dire a un quarantenne che può avere dieci anni di contributi (se fortunato) quando e con quanti soldi andrà in pensione tra venti, venticinque o trentanni.

Operazione di facciata? Operazione di regime? Non lo possiamo dire; ma sicuramente spreco di denaro, ancora un altro spreco di denaro.

Buon per chi, tipografia, ha avuto l’appalto delle buste, per le poste che hanno lucrato le spedizioni, per i media che hanno venduto o messo in rete più del solito.

Più affidabile e divertente, consigliamo, andare da una zingara a farvi leggere la mano. E’ più sicuro. In ultimo, ricordate che chi propaganda questa cosa indefinibile, ha di fronte persone che, se va bene, guadagnano mille euro al mese e andranno in pensione tra trentanni con la metà dello stipendio; mentre – a LORO – alla fine del mese arrivano diecimila, quindicimila euro di stipendio senza, ovviamente, timbrare alcun cartellino.

Speriamo di essere chiari. Perdonate, cari visitatori, se non daremo consigli in merito a questo ennesimo spettacolo circense.

 

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