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| Lo "spread" - Di cosa si tratta |
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| Scritto da G. Alessandro |
| Questo articolo è stato letto: 608 volte |
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In questo periodo si sente parlare spesso di "spread" e sembra che tutti siano diventati esperti di economia e finanza perchè trattano di argomenti non certo semplici con molta convinzione di sapere cosa stia accadendo. Vediamo di capire qualcosa in più su questo argomento. Lo spread non è altro che una differenza, un termine di paragone che fa capire quanto due elementi diversi siano buoni o cattivi. Come sappiamo, uno dei mezzi più utilizzati da uno stato, come accade per una società, di raccolta di denaro consiste nell'emissione di titoli di diverso tipo che, però, seguono tutti una logica comune. Uno stato stampa un certo numero di titoli, ad esempio in Italia i BTP (Buoni Poliennali del Tesoro) per venderli ai risparmiatori che sono disposti ad investire una certa somma, grande o piccola che sia, di denaro (l'esempio classico è rappresentato dal risparmio di una famiglia). Di fatto, si tratta di un prestito che dovrà essere restituito alla sua scadenza con gli interessi stabiliti nell'accordo tra risparmiatore (chi investe) e stato (che chiede il prestito). Quindi, per capire cosa accade, immaginiamo una persona che vada in banca e acquisti 10000 Euro di BTP a dieci anni... cosa significa? Significa che a distanza di dieci anni lo stato, nell'esempio l'Italia (visto che parliamo di BTP, sarà obbligato a restituire i 10000 Euro avendo, nel corso dello stesso periodo, pagato una certa soma di interessi che rappresentano il costo, per lo stato, e, nello stesso tempo, il guadagno per chi ha acquistato i titoli. Discorso identico si può ambientare in Germania. Lì troveremo, al posto dei BTP, i "BUND" (titoli di stato a medio e lungo termine che sono equivalenti, nel significato, ai nostri BTP). Qui entra in gioco "lo spread". Questo "differenziale", a cui si fa spesso riferimento in questo periodo è quello fra il rendimento dei Bund tedeschi e dei Btp italiani di durata decennale. Bund e Btp sono obbligazioni governative (rispettivamente tedesche e italiane), ossia titoli grazie ai quali gli stati incassano subito dei soldi, per esempio quando i cittadini vanno in banca e comprano tali obbligazioni, per poi restituirli dopo un certo numero di anni, con gli interessi. La Germania, come sappiamo, rappresenta attualmente il sistema economico più forte della Comunità Europea e, di conseguenza, viene considerata il riferimento per tutti gli altri paesi dell'Eurozona. Questo è il motivo per cui il differenziale viene confrontato tra i titoli dei vari stati e i BUND tedeschi. Una considerazione per chiarire ancora di più. Se chiediamo un prestito è fondamentale la fiducia che diamo a chi ci dà i soldi. Sembra banale ma è fondamentale. Considerando il riferimento alla Germania, la sua affidabilità e posizione in Europa la rendono molto "affidabile" e i soldi che potremmo prestarle, acquistando i suoi BUND, sarebbero al sicuro dal rischio di una mancata restituzione alla scadenza fissata. Questo farebbe sì che gli interessi diventassero più bassi come conseguenza.
Se il prestito lo chiedesse una persona, o uno stato, poco affidabili, l'interesse sarebbe più alto per compensare il rischio di una mancata restituzione alla scadenza fissata. In sostanza, se il Bund rende il 2% all'anno e il Btp italiano rende il 7% all'anno, si dirà che fra i due vi è uno spread, una differenza, del 5,% (oppure, ed è la stessa cosa, di 500 punti). Ipotizzando questi tassi di interesse, compro 10000 Euro di Bund e il mio capitale fra un anno sarà di 10.200 euro; se invece compro 10000 Euro di Btp italiani, fra un anno il mio capitale sarà di 10.700 euro. La differenza di 500 Euro, lo spread, appunto, dipende dal fatto che lo stato italiano è considerato meno affidabile di quello tedesco e quindi c'è una maggiore probabilità (ipotetica) che fallisca e non sia in grado di restituire il denaro dei Btp con i dovuti interessi.
Ma quanto più lo spread aumenta, tanti più interessi lo stato italiano dovrà pagare e tanto meno apparirà economicamente affidabile: un circolo vizioso, di fatto, che bisogna sapere interpretare per evitare brutte sorprese. |










